"COSCRITTI ADDIO"

 

Il Circolo ARCI ha organizzato questa mostra fotografica sui “COSCRITTI” per ricordare la fine di una tradizione, molto sentita nella nostra comunità, consistente nei festeggiamenti che precedevano la chiamata alle armi dei giovani di leva.

 

Allo stesso tempo, non si devono dimenticare le tante generazioni di giovani coscritti che, chiamati a servire la Patria nelle diverse epoche, hanno perso la vita sui campi di battaglia in Italia e nel mondo.

 

anno 2008

 

 

“ULTIMA CHIAMATA”

 

Secondo quanto disposto dal Decreto Legislativo n° 215 dell’ 8 Maggio 2001 all’art. 7, come modificato dal Decreto Legislativo n. 236 del 31 luglio 2003:

“Il servizio obbligatorio di leva è sospeso a decorrere dal 1° gennaio 2007.  A decorrere dal 1° gennaio 2004 e fino al 31 dicembre 2006 sono chiamati a svolgere il servizio di leva, anche in qualità di ausiliari nelle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile e nelle amministrazioni dello Stato, i soggetti nati entro il 1985. La durata del servizio di leva e' quella stabilita dalle disposizioni vigenti”.

 

Con la “chiamata alle armi” dell’ultimo contingente dei ragazzi nati nell’anno 1985, dopo 143 anni è terminata una fase storica delle Forze Armate Italiane.

Dal 1° gennaio 2007 si passerà dal servizio di leva obbligatorio a quello facoltativo e volontario, avviando la trasformazione verso una struttura esclusivamente professionale e altamente preparata.

 

Vogliamo qui di seguito ripercorrere brevemente la storia del servizio militare obbligatorio che ha rappresentato un’esperienza di vita (positiva o negativa) per milioni di giovani italiani, ha promosso la socializzazione e ha diffuso educazione civica, senso di partecipazione e di appartenenza e conoscenza dei luoghi e delle “culture” nazionali.

 

 

BREVE STORIA DELLA LEVA NELL'ESERCITO

(dall’Unità d’Italia ai nostri giorni)

 

Era il 18 marzo 1861 quando il Parlamento riunito a Torino proclamò la nascita del Regno d’Italia ed nominò “Per Grazia di Dio e Volontà della Nazione” Vittorio Emanuele II suo RE.

Fino a quella data il Regno d’Italia non comprendeva il Veneto (conquistato nel 1866) e lo Stato Pontificio (1870).

Il 4 maggio 1861 venne costituito l’Esercito Italiano grazie alla fusione dell’Armata Sarda-Piemontese con quella degli altri Stati Italiani e parte dell’Esercito Garibaldino. Fu stabilita un’unica uniforme e nel 1863 si ebbe la prima leva obbligatoria estesa a tutto il Territorio Nazionale: anche se imposta, da questa chiamata (comunque molto selettiva) potevano essere esclusi coloro che avevano la possibilità di pagare una consistente tassa.

 

In questo periodo la ferma era di 3 anni, ma il Governo per esigenze di bilancio e di economia aveva la facoltà di disporre il congedo anticipato: l’Esercito Italiano era formato da contingenti di leva che variavano dai 30.000 ai 40.000 soldati.

Negli anni che seguirono, sull’esempio degli altri eserciti Europei, quello Italiano divenne più numeroso: arrivò fino a 220.000 uomini (tra ufficiali, sottufficiali e truppe). Per gestire questa mobilitazione e organizzare il reclutamento, nel 1871 si costituirono i distretti militari.

 

Tra il 1885-1890 l’Esercito fu impegnato nella conquista dell’Eritrea e della Somalia. I richiami per addestramento e ordine pubblico (disordini sociali nel 1893/1898/1902 - brigantaggio in Sicilia) erano prassi abituali.

 

Nel 1911-1912, durante il conflitto Italo-Turco, l’Italia conquistò la Libia, Rodi e le isole del Dodecaneso (Grecia).

 

 

 

LA I^  GUERRA MONDIALE

(LA GRANDE GUERRA – 1915/1918)

 

All’entrata in guerra contro l’Austria nel 1915 l’Esercito Italiano schierava 800.000 uomini, 1.500.000 nel 1916 e 2.200.000 nel 1917-1918.

Durante la I^ Guerra Mondiale in totale servirono ben 27 classi di leva (quelle tra il 1873 e il 1899) con oltre 5.000.000 uomini di età compresa tra i 19 e i 46 anni.

Per compensare le fortissime perdite di vite umane, il limite di statura in vigore per l’idoneità al servizio militare di m. 1,56 fu abbassato a m. 1,54 e nell’aprile del 1917 a m. 1,50.

 

La I^ Guerra Mondiale fu in sostanza il primo evento storico a cui prese parte tutta la Nazione Italiana, ma le perdite furono immense: 680.000 morti, 1.000.000 feriti, 590.000 prigionieri di cui oltre 70.000 morti o dispersi, a fronte di una popolazione, come riportano i dati del censimento del 1911, composta da 34.671.377 abitanti.

 

Non ci fu famiglia italiana che in seguito a questa Guerra non ebbe un morto, un ferito o un disperso tra i suoi cari.

 

A ricordo di questa grande tragedia e per commemorare i caduti per la Patria, nel 1923 fu promossa l’istituzione di “Parchi o Viali delle Rimembranze” in ogni città, paese o villaggio.

 

Anche Colnago (nel 1911) su una popolazione di 2.293 abitanti, ebbe 47 Caduti. I loro nomi e quelli dei Caduti nella II^ Guerra Mondiale sono esposti sulle lapidi site nel Parco delle Rimembranze di Via Manzoni e nel cimitero comunale.

 

Terminato il conflitto, nel 1919 l’Esercito venne smobilitato ed ebbe vari ordinamenti, iniziò un congedamento graduale e arrivò a contare 300.000 unità circa. In questi anni la ferma era di 12 mesi.

 

Il numero dei Carabinieri[1] da poco più di 20.000 salì a 60.000 uomini e li si incaricò di sovrintendere l’ordine pubblico (con i battaglioni mobili), compito fino ad allora di competenza quasi esclusivamente dell’Esercito, istituendo nel contempo i “Carabinieri Ausiliari” di leva.

 

Nel 1920, un nuovo ordinamento estese la coscrizione a tutto il contingente di una sola classe con ferma di 8 mesi.

 

Nel 1923 la ferma fu prolungata a 18 mesi, aumentò la selettività della chiamata, furono applicate ferme ridotte per ragioni sociali e familiari ed estesi i diritti di rinvio per studio.

I cittadini italiani residenti all’estero erano tenuti, fino al 32° anno di età, a prestare servizio militare (anche se con varie eccezioni), se non volevano essere considerati renitenti o disertori.

 

Nel 1935-1936 l’Esercito Italiano aggredì e conquistò l’Etiopia e il Re d’Italia venne proclamato Imperatore.

 

Il 7 aprile 1939, dopo varie vicissitudini, l’Esercito occupò il territorio albanese ed il 16 aprile, il Re d’Italia Vittorio Emanuele III assunse il titolo di Re d’Albania.

 

Con la Legge 10 giugno 1940 n. 653 si applicò per la prima volta il principio del diritto della conservazione del posto di lavoro per i militari richiamati alle armi.

 

[1] L’Arma dei Carabinieri (in origine, soldati armati di carabina) costituita da Vittorio Emanuele I (1814) sul modello di milizie analoghe già esistenti in Inghilterra e in Francia fin dalla fine del secolo 16°, ebbe in origine, e sostanzialmente conservò sempre, il compito principale di “vigilare sulla pubblica sicurezza e di assicurare all’interno dello Stato ed in campo presso le altre forze armate l’ordine e l’esecuzione delle leggi”.

 

 

 LA II^ GUERRA MONDIALE (1940-1945)

 

Era il 10 giugno 1940 quando l’Italia dichiarò guerra al Regno Unito e alla Francia, intervenendo così nel II^ Conflitto Mondiale a fianco della Germania.

Nel corso di questa Guerra, furono complessivamente mobilitati quasi 5 milioni  di persone nell’Esercito e nella Milizia, con un picco di forza alle armi di 3,7 milioni di uomini nel 1943.

Dal 1940 al 1943 si stima vi siano stati per l’Esercito oltre 200.000 morti (dei quali circa 90.000 sul fronte russo), 120.000 feriti e 600.000 prigionieri.

 

Dopo l’Armistizio dell’8 Settembre 1943 tra Italia e Forze Alleate, la dichiarazione di guerra alla Germania del 30 ottobre 1943 e  la crisi politica,  l’Italia era spaccata in due e  le chiamate alla Leva trovarono grosse difficoltà: da una parte, l’Italia Meridionale, occupata dalle forze alleate,  con l’Esercito allo sbando che cercava faticosamente di ricostituirsi; dall’altra, nel Nord,  la neocostituita Repubblica Sociale con sede a Salò, appoggiata dall’esercito  tedesco  lanciava ultimatum e sanzioni per chi non rispondeva alla chiamata. Si ritiene che in questo lasso di tempo siano stati incorporati nella Repubblica Sociale Italiana circa 275.000 coscritti.

 

E’ in questo periodo che nel Centro-Nord d’Italia ebbe inizio la Resistenza.

Per la prima volta infatti si formarono movimenti di liberazione costituiti da gruppi di volontari partigiani antifascisti, da giovani che sfuggivano alla chiamata alle armi della Repubblica di Salò e da prigionieri di guerra scampati alla Deportazione in Germania: con le loro azioni essi cercavano di intralciare e sabotare le operazioni belliche degli occupanti tedeschi e dei fascisti della RSI. Si stima che i partecipanti a questi movimenti di liberazione siano stati circa 100.000: tra questi 35.000 persero la vita.

 

Alla fine del Conflitto, Colnago ebbe 23 caduti tra morti e dispersi.

 

 

 

DAL  DOPOGUERRA AI NOSTRI GIORNI

 

Con la fine della II^ Guerra Mondiale (25 aprile 1945), in tutto il territorio nazionale fu ripristinata la coscrizione con ferma ridotta a 12 mesi per tutti i giovani della classe 1925. La Costituzione della Repubblica sancì con l’articolo 52 l’obbligo personale di concorrere alla difesa del Paese.

 

Dopo il Trattato di pace del 1947, l’Italia mantenne la leva con ferma :

  • innalzata da 12 a 18 mesi;
  • a 15 mesi a partire dal 1965;
  • a 12 mesi  nel 1975 (con anticipo della chiamata a 19 anni);
  • a 10 mesi nei primi anni ’90.

 

Con la ristrutturazione del 1975, i chiamati alle armi si ridussero da 255.000 a 167.000, poiché aumentando la scolarizzazione crescevano i rinvii per ragioni di studio.

Dal 1975, il servizio civile sostitutivo rappresentò un’alternativa alla ferma militare. Il calo demografico negli anni ’70-’80 e la possibilità di obiezione di coscienza ridussero a livelli insostenibili il contingente disponibile: la sola soluzione praticabile divenne il passaggio a forze armate di professionisti volontari.

 

Con la Legge del 20 Ottobre 1999 n° 380 il reclutamento volontario è stato esteso anche alle donne.

Nel febbraio 2000, nell’ambito di questa Riforma, il Consiglio dei Ministri ha programmato entro sette anni l’abolizione del servizio di leva obbligatorio, sostituendolo con quello volontario.

Pertanto, l’esercito di leva che nel 1991 contava 290.000 uomini nel 2005 è diventato un esercito professionale costituito da 112.000 arruolati.

Anche la Marina Italiana e l’Aeronautica Militare hanno quindi dovuto adeguare il loro ordinamento alla Riforma.

 

Con Legge n. 331 del 14 novembre 2000, pertanto, a far data dal 1° gennaio 2021 l’organico delle Forze Armate Italiane sarà così composto:

 

                                  - Esercito                    112.000

                                  - Marina                        34.000

                                  - Aeronautica                44.000       

                              -------------------

                                 Totale                       190.000 

 

 

 

I COSCRITTI

(dal termine coscrizione – obbligo del servizio militare)

 

Con la “Cartolina” che convocava il giovane presso il distretto militare per la visita medica, che durava 3 giorni ed era volta a verificare l’idoneità al servizio militare, cominciavano i giorni di festa tanto attesi.

In queste giornate (3, 4, 5 o anche una settimana), i coscritti difficilmente rincasavano la sera: giravano con cappellino e foulard per il paese, a piedi o su un carro trainato da un trattore addobbato con bandiere tricolori, chiedendo un’offerta che la gente donava molto volentieri.

Scherzavano, cantavano, facevano baldoria, mangiavano tutti insieme nelle varie trattorie o circoli della zona (“Bilen”, “Circulon”, “Circulen”, etc…).

Per tradizione, nella Piazza davanti alla Chiesa ponevano una pianta, la più alta che riuscivano a trovare, sulla cui cima appendevano una bandiera o un drappo tricolore.

Riempivano i muri del paese con scritte e manifesti inneggianti l’anno della loro classe e, infine, terminavano i festeggiamenti con un ultimo pranzo a cui venivano invitate anche le ragazze della stessa leva.

Erano giorni di festa che costituivano un periodo indimenticabile della vita, perché segnavano il passaggio dall’adolescenza ad un’età più matura e responsabile.

La partenza per il servizio militare, per la maggior parte dei giovani, fino a qualche decennio fa rappresentava il primo vero distacco dall’ambito familiare: per la prima volta ci si separava dai propri cari per lunghi periodi per andare in luoghi lontani e sconosciuti.

 

 

 

LE FOTO DELLE CLASSI

 

 

 

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Circolo Arci Colnago Madonna 3/5 20872 Cornate D'Adda Partita IVA: ${diy_website_personperoperty_IT_TAX_ID}